Un caffè? Migliori l’umore col ginseng

Le sue origini sono in Asia ma è ormai diffusissimo anche in Italia: è il caffè al ginseng e nasce dalla miscela di polvere di caffè con la radice della Panax quinquefolius, ovvero il ginseng americano. Gusto a parte, in cosa differisce dal classico espresso italiano? Aiuta a ridurre lo stress e la fatica e migliora l’umore e la vitalità. Ma non solo…

Non tutti sanno che il caffè al ginseng è molto consumato in Oriente per via di un potenziale afrodisiaco che non è stato tuttavia provato scientificamente. Per le sue proprietà energizzanti e rinvigorenti, nella tradizione asiatica la radice del ginseng viene impiegata come un rimedio quasi universale contro qualsiasi tipo di malattia. In particolare, si ritiene che il ginseng, nome che deriva dalla parola cinese rensheng che significa uomo, sia un prezioso alleato contro l’invecchiamento.
In Occidente viene invece comunemente consumato per stimolare le funzioni mentali, perché favorisce maggiore lucidità, reattività e vigilanza. Alcuni studi scientifici hanno indagato le possibili correlazioni tra il ginseng, anche nella forma di caffè, e il Sistema Nervoso Centrale giungendo alla conclusione che la radice orientale esercita un’azione di modulazione dello stato di eccitazione dei neuroni, rendendoli così pronti a dare una risposta ottimale agli stimoli esterni ed interni. Sempre dal punto di vista biologico, si è scoperto che alcune molecole contenute nel caffè al ginseng hanno un effetto vasodilatatore e favorirebbero quindi anche la circolazione sanguigna.

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Non solo per gli innegabili benefici alla salute. Il successo del caffè al ginseng si deve anche alla sua estrema versatilità. Caldo, freddo, macchiato, zuccherato o dolcificato, in versione cappuccino o caffèlatte, resta una valida alternativa al classico espresso italiano.

Zenzero, la spezia dalle virtù infinite

Fino a qualche anno fa, per tanti rappresentava ancora un “oggetto misterioso”. Adesso sono invece in molti ad aver scoperto lo zenzero e i numerosi effetti benefici che questa radice aromatica, appartenente alla stessa famiglia del Cardamomo e originaria dell’Estremo Oriente, è in grado di offrire.

Lo zenzero ha proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e, pare, anche afrodisiache. Fra i principi attivi del suo rizoma, il fusto carnoso da cui si dipartono le ramificazioni della pianta, c’è il “gingerolo” che gli conferisce proprietà digestive, antinausea e antireumatiche. La sua assunzione migliora la circolazione del sangue, elimina gas presenti nell’intestino e ha la straordinaria capacità di alleviare mal di testa e mal di denti. Lo zenzero è inoltre un grande alleato delle diete dimagranti. Il suo effetto termogenico, infatti, favorisce la produzione di calore e brucia così calorie.

Lo zenzero si distingue per il suo caratteristico gusto intenso, pungente e lievemente piccante. Va da sé che in cucina è quindi ideale come condimento aromatizzante sia per ricette salate che dolci e per i gelati.
Ovviamente, così come per tante altre spezie, la soluzione migliore è quella di utilizzare la versione fresca per essere certi che mantenga inalterate tutte le sue proprietà. In alternativa però esiste anche essiccato, candito, in polvere o cristallizzato.

Vincente è l’accoppiamento dello zenzero con la cannella, nelle tisane ad esempio, oppure per profumare la torta di mele. Può essere utilizzato anche in diverse ricette di biscotti, in abbinamento con cioccolato, miele o noci.
Riguardo alle pietanze salate, trova largo impiego nei piatti di curry con legumi o, come accompagnamento di carne, pesce e crostacei, sotto forma di condimento o di salse. Inoltre, grazie alla sua azione antiossidante sui grassi, è sfruttato frequentemente anche come conservante naturale di cibi.

 

Ortaggi di stagione: benvenuti asparagi!

Bietole, carciofi, cicorie, cipolle, porri, sedano, spinaci, zucchine. Sono solo alcune delle verdure fresche che è possibile consumare in questa stagione e con grande beneficio per la salute. Fra tutti gli ortaggi disponibili da qualche settimana non si può fare a meno di ricordare gli asparagi, portentoso concentrato di sali minerali e vitamine.

Photo: Sarah Pflug

Teneri e gustosi gli asparagi sono composti per il 90% da acqua ed hanno straordinarie proprietà diuretiche e depurative. Grazie a particolari molecole, le purine, sono dei grandi alleati dei nostri reni perché evitano ristagni di liquidi e riducono il rischio di calcoli renali. Da sempre sono impiegati nella medicina popolare come antinfiammatorio per la milza e drenante per i polmoni. Inoltre, la loro azione diuretica, liberando l’organismo dai ristagni e dalle scorie, aiuta a combattere la cellulite.

Photo: Matthew Henry

Gli asparagi contengono anche sostanze antiossidanti che si rivelano utili a contrastare i segni dell’invecchiamento della pelle. Il glutadione, inoltre, aiuta a proteggerla dagli effetti dannosi dei raggi solari e dell’inquinamento. Anche la nostra pressione può trarre beneficio dal consumo degli asparagi: prevengono le malattie cardiocircolatorie grazie alle saponine, ai polifenoli e al potassio.

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Il periodo ideale per acquistare gli asparago freschi? Da aprile a giugno. Attenzione però che non siano duri e che abbiano le cime ben chiuse. Mangiarli crudi, magari in un’insalata, è il modo più naturale per consumarli. Altrimenti, per non comprometterne le proprietà nutritive, affidatevi alla cottura a vapore. Particolarmente gustosi se saltati in padella o cotti alla piastra e conditi solo con un filo di olio e in abbinamento con pasta, riso, uova, formaggio o carne!

Photo: Shopify Partners / Burst

Una mela e anche più al giorno…

Rossa, verde, gialla, Golden Delicious, Fuji, Renetta, Starck, Annurca. Tanti nomi per altrettante varietà e un comune denominatore: fa molto bene alla salute. Stiamo parlando della mela, straordinario concentrato di vitamine e sostanze antiossidanti, antinvecchiamento e antitumorali.

La mela è il frutto ideale in caso di colite e ritenzione idrica ed è un grande alleato delle diete dimagranti e dei regimi alimentari dei diabetici. Una buona abitudine è quella di consumarla con la buccia, ovviamente opportunamente lavata. In essa sono infatti contenute delle sostanze, i triterpenoidi, che secondo recenti studi avrebbero, tra gli altri, il potere di diminuire il rischio di sviluppare alcuni tumori come quello al fegato, al colon e al seno.

La mela favorisce la buona digestione in virtù delle fibre presenti in alta concentrazione nella polpa e nella buccia. Le fibre aiutano un buon funzionamento del transito intestinale e sono utili sia per stimolare l’intestino pigro sia come elemento per contrastare i fenomeni di diarrea, oltre a generare un tipico senso di sazietà.

Studi recenti hanno anche confermato il ruolo cruciale delle fibre, e in particolare della pectina, nel controllo della glicemia. Alcuni ricercatori dell’University of Florida hanno riscontrato infatti che le donne che seguono la dieta della “mela al giorno” possono avere i livelli del colesterolo LDL, ovvero quello cattivo, minore di quasi un quarto già nei primi sei mesi di dieta.

Ma i benefici non si fermano qui. Diversi studi hanno anche dimostrato che mangiando almeno 5 mele a settimana si contribuisce a mantenere in buona forma i nostri polmoni. Le mele infatti sono ricche di quercetina, un flavonoide in grado di proteggere i polmoni dai danni del fumo e dall’inquinamento atmosferico rallentando la degradazione cellulare.

Le mele sono un frutto autunnale? Sì, ma come sappiamo, si trovano sul mercato tutto l’anno perché vengono fatte maturare lentamente in atmosfera controllata in modo che la loro durata sia molto superiore rispetto alla normale conservazione in cella frigorifera. Al momento dell’acquisto, è bene fare attenzione che la mela sia ben soda e priva di ammaccature o parti molli al tatto. La buccia deve essere asciutta e senza tagli e il picciolo deve essere ben saldo al frutto.

Che la mela sia di provenienza biologica o no, è infine importantissimo il marchio di produzione: garantisce la rispondenza alle norme sull’uso di sostanze chimiche durante la coltivazione.

Le mele possono essere tenute nel frigorifero per oltre un mese, ma possono essere conservate anche a temperatura ambiente, meglio se in un luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce.

 

Addio feste, è già tempo di rimettersi in forma

Mangiare a più non posso è stato (quasi) un imperativo sociale durante le feste di Natale. Come sempre è stato difficile se non impossibile sottrarsi a pranzi e cene debordanti, aperitivi per gli auguri e snack d’ogni tipo. Inevitabilmente il Natale, oltre alla gioia di ritrovarsi assieme, ci regala sempre qualche etto se non chilo che ci tocca smaltire prima dell’arrivo della bella stagione. Per non incorrere in questo rischio sarebbe meglio poter prevenire cercando di fare attenzione alla dieta anche durante le feste ma si sa, è una missione disperata, praticamente impossibile! Per evitare di trascinare fino a primavera inoltrata etti o chili accumulati a furia di leccornie, non resta allora che pensare a una remise en forme veloce ed efficace. Ecco alcune semplici regole da seguire:

1. Nessuna paura di salire sulla bilancia. Stando agli esperti chi si pesa spesso riesce a dimagrire meglio e più velocemente rispetto a chi rimanda a oltranza l’appuntamento con la bilancia. Pesarsi quindi almeno una volta la settimana, meglio il mercoledì.

2. Liberiamoci dalle tossine. Alcool, conservanti e coloranti alimentari sono i principali responsabili dell’intossicamento generale del nostro corpo. Più tossine incameriamo, più il nostro corpo accumula grasso per difendersi da queste dannose sostanze. Per eliminare le scorie accumulate è necessario bere molta acqua. L’acqua aiuta a drenare il sale di troppo che abbiamo introdotto con salumi, carni e pasti abbondanti.

3. Mangiare in modo sano. Frutta e verdura sono un pilastro della dieta detox post natalizia: ogni giorno se ne devono introdurre almeno cinque porzioni. In questa fase in cui occorre smaltire i chili di troppo, meglio dare la preferenza agli ortaggi per non eccedere con gli zuccheri della frutta. No a carne rossa, sì a quella di pollo, tacchino o coniglio come valida alternativa proteica anche ai legumi, a patto di consumarla in piccole quantità e cotta in modo leggero e senza grassi aggiunti. Sì anche al pesce, preferibilmente al vapore.

4. Stop ai dolci. Da Natale all’Epifania abbiamo fatto incetta di panettoni, pandori, torroni e di tutti i dessert della tradizione natalizia, elaborati e carichi di calorie. A gennaio, quando abbiamo voglia di dolce meglio puntare sulla frutta fresca o al massimo su un quadretto di cioccolato fondente (oltre il 70% di cacao).

5. No al digiuno. Non mangiare affatto è utile solo per alleggerirci la coscienza dopo gli eccessi di Natale ma non aiuta realmente a perdere peso né è l’unico o il miglior mezzo per disintossicarsi. Un’alimentazione complessivamente equilibrata e sana che possa essere seguita ogni giorno è molto più efficace che digiunare del tutto.

6. Sì a infusi e tisane disintossicanti: una tazza di infuso o tisana è ottima per riscaldarsi nei pomeriggi d’inverno, apporta liquidi ma soprattutto aiuta molto nella fase detox soprattutto se contiene erbe che favoriscono l’eliminazione di scorie e tossine da fegato e reni come tarassaco, cardo mariano, bardana, carciofo, betulla.

7. Fare attività fisica: bruciare calorie è il mezzo migliore per disfarsi dei chili accumulati durante le festività. Le discipline di tipo aerobico, da praticare almeno 3-4 giorni la settimana, fanno al caso nostro. Corsa, nuoto, ciclismo, meglio se associate a qualche esercizio di stretching e tonificazione generale da eseguire al termine del riscaldamento iniziale.

L’importante è non commettere l’errore di pretendere risultati immediati e miracolosi, i progressi arriveranno poco alla volta. Fondamentale sarà l’approccio mentale con il quale inizierete il programma alimentare e sportivo: “serenità e motivazione” prima di tutto!

 

Bianca, rossa e nera: viva l’uva italiana!

Se una volta bisognava aspettare l’autunno, adesso è facile trovarla in vendita anche in piena estate. Rinfrescante, idratante e gustosissima, l’uva, sia essa bianca, rossa o nera è uno dei frutti più indicati sia per recuperare i liquidi persi dopo una giornata al mare che per affrontare al meglio il cambio di stagione.

Grazie ai suoi acini ricchi di flavonoidi, polifenoli, tannini e vari antiossidanti, l’uva ha notevoli proprietà anti-age. È inoltre povera di grassi (appena lo 0,1%), ricca di vitamine, dalla A alla B e la C, e grazie al suo alto contenuto di potassio e bassa presenza di sodio è particolarmente adatta a chi soffre di malattie renali e ipertensione. La buccia, poi, se inghiottita aiuta a combattere la stitichezza.

Quale uva acquistare? Le varietà di uva da tavola in circolazione sul mercato sono diverse: bianca, nera, rossa, priva di semi, con la buccia più o meno croccante. Ecco le principali differenze.

Le varietà principali dell’uva bianca sono tre: Italia (o di Canicattì), originaria della Sicilia e caratterizzata da grappoli abbastanza resistente e grandi, acini bianco/dorato e buccia spessa e croccante; Regina, proveniente da Sicilia e Puglia, si distingue per gli acini grandi e molto dolci; Victoria, prodotta nel Sud Italia, è la prima a essere raccolta e a raggiungere le nostre tavole e si riconosce dal suo colore dorato e dagli acini polposi e resistenti.

Tre anche le varietà principali di uva rossa. Si va dalla Red Globe, i cui acini hanno qualche sfumatura violacea, alla Ralli Seedless, dal sapore delicato e gli acini senza semi, e alla Crimson, anch’essa senza semi. Ma dal sapore più robusto, il colore rosso scuro e la provenienza californiana.

Fra le uve nere, la varietà che matura per prima è la Black Magic: ha la buccia molto scura, la polpa trasparente e i grappoli ricchi di acini. Viene coltivata essenzialmente nel Sud Italia. Ci sono poi la Cardinal, originaria della California, buccia rosso scuro, sapore delicato e coltivazione abruzzese, e la Michele Palieri, dalla buccia sottile, il grappolo a forma di piramide rovesciata e gli acini scuri e polposi.

 

Acqua, come te non c’è nessuno…

Accelera il metabolismo e le facoltà intellettive, previene la fame nervosa, combatte la cellulite, contrasta la ritenzione idrica, ossigena i tessuti del nostro corpo e riduce il gonfiore. E, ovviamente, disseta come nessun’altra bibita al mondo. I vantaggi legati all’assunzione regolare di acqua sono davvero tanti, eppure spesso ce ne dimentichiamo, a discapito della nostra salute.

Bere, e molto, specialmente durante la stagione calda, è una necessità oltre che una buona abitudine. Due litri al giorno sono la dose giusta per un adulto. Diventano tre se si calcolano anche i liquidi che possono fornirci quotidianamente anche frutta e verdura. È preferibile bere durante tutto l’arco della giornata e non superare il paio di bicchieri durante i pasti, una quantità sufficiente ad ammorbidire il cibo ingerito senza affaticare la digestione. Bere un paio di bicchieri la mattina, appena svegli, aiuta il nostro organismo a eliminare le tossine accumulate durante la notte.

Quale acqua preferire? Che sia naturale o gassata va bene lo stesso. Diffidate di chi sostiene che l’acqua gassata gonfi: al contrario, il gas esercita una pressione che velocizza lo svuotamento dello stomaco e il transito del cibo nell’intestino. Se preferite l’acqua naturale, anche quella del rubinetto può andar bene.

Bere molta acqua contribuisce anche a mantenere il cuore sano. Secondo uno studio dell’American Journal of Epidemiology, chi beve più di 5 bicchieri di acqua al giorno ha il 41% di probabilità di meno di subire un infarto. L’acqua è anche fonte d’energia. La disidratazione, come ci capita di sperimentare nelle giornate particolarmente calde, genera spossatezza, stanchezza muscolare, vertigini e cefalea.

L’acqua è inoltre una grande alleata della pelle. Infatti, oltre a consentire all’organismo di eliminare meglio le tossine e i batteri accumulati, migliora l’aspetto della pelle e dona soprattutto al viso un aspetto più luminoso e più giovane.

Anche la salute del nostro stomaco passa attraverso l’assunzione regolare di acqua. Spesso l’acqua può infatti essere decisiva a prevenire o combattere l’acidità di stomaco, e consumata insieme alle fibre può curare la stitichezza. Inoltre, chi beve molta acqua, oltre a proteggere il fegato e aiutare la buona funzionalità dei reni, ha un rischio sensibilmente minore di contrarre il cancro alla vescica o al seno.

 

Stanchezza, per favore va’ via

Chi più chi meno, durante la primavera sperimentiamo tutti un senso di spossatezza nei momenti più diversi della giornata, a casa, al lavoro o durante l’attività sportiva. Come fronteggiare questa stanchezza psicofisica in maniera efficace? Qual è il miglior alleato naturale per ricaricare le nostre “batterie scariche” e combattere la fiacca latente?

La parola magica è magnesio, minerale contenuto soprattutto negli alimenti vegetali in grado di agire direttamente sui processi enzimatici legati all’affaticamento che possono provocare l’astenia, garantendo innumerevoli benefici: dalla regolazione del metabolismo all’azione rilassante ed energizzante, dall’azione digestiva alla risoluzione di problemi muscolari, ossei e della pelle. Inoltre, il magnesio aiuta a combattere l’ansia ed è talvolta impiegato nelle terapie anti-depressive.

Come integrarlo naturalmente nella nostra dieta? Privilegiando alimenti come i cereali integrali, il riso integrale, le banane, il cacao, i semi di zucca, i semi di sesamo, le noci, gli spinaci e i legumi, in particolar modo i fagioli. Una fetta di pane di grano integrale contiene circa 30 mg di magnesio mentre 200 grammi di riso integrale sono in grado di fornire, da soli, la quasi totalità della dose di magnesio quotidiana di cui il nostro organismo ha bisogno.

Le banane, oltre a essere una preziosa miniera di potassio, contengono mediamente circa 30 grammi di magnesio e sono particolarmente indicate prima o dopo l’attività sportiva. Per il cioccolato, invece, è da privilegiare quello fondente, almeno al 65/70% di cacao, molto ricco di magnesio e, più in generale, di minerali.