Tutti i benefici degli oli essenziali

Curarsi attraverso questi estratti restituisce tutte le proprietà benefiche derivate direttamente dal cuore delle piante

Oggi andiamo alla scoperta dei rimedi per la nostra salute esistenti in natura, attraverso la conoscenza di quella che può essere definita come una branca della fitoterapia, l’aromaterapia.

Questa utilizza gli oli presenti nelle piante per apportare benessere. Gli oli, come è noto, possono avere proprietà rilassanti, antibatteriche, antibiotiche, balsamiche ed anestetiche.

Gli oli essenziali vengono estratti da foglie, fiori, cortecce, frutti, radici, rami e sono stati usati fin dall’antichità: contengono l’essenza di una pianta e ne racchiudono le principali proprietà curative. Considerati per molti come un vero e proprio toccasana, vengono utilizzati come rimedi per i disturbi più comuni (dal raffreddore ai reumatismi, dall’insonnia ai gonfiori addominali, dalla cellulite all’acne) e si utilizzano come basi per massaggi, inalazioni, bagni, creme o semplicemente per profumare la propria casa. Abbiamo avuto la possibilità di parlare di questi preziosi “alleati” della salute, con l’operatrice del Benessere attraverso tecniche olistiche, ayurveda e aromaterapia, Antonella Canato.

Quali sono gli oli essenziali più utilizzati?
I più famosi sono la Lavanda Vera, gli Agrumi in genere, quindi Arancio, Limone e Mandarino, il Tea tree, l’Eucalipto Radiata ed il Timo, Camomilla, Cannella, Menta Piperita, Zenzero ed Ylang Ylang…

Come usarli?
Semplice, attraverso degli speciali diffusori ad ultrasuono possiamo appunto diffonderli negli ambienti; inoltre, diluiti in un olio vettore, possiamo usarli per i massaggi, in taluni casi, previa indicazione di uno specialista, possiamo usarli puri, oppure possiamo integrarli in una crema cosmetica per potenziarne uno specifico effetto.

Quando?
Sempre. Gli oli essenziali, fatte rarissime eccezioni, possono essere usati praticamente sempre: fanno eccezione gli Agrumi in estate perché fotosensibilizzanti e quindi, per evitare antipatiche manifestazioni cutanee, è meglio non usarli in concomitanza di una prolungata esposizione al sole. 

Quali sono le proprietà maggiormente diffuse degli oli essenziali?
Ci sono oli più specifici ed oli che hanno diversi campi d’impiego.

La Lavanda Vera ha diversi utilizzi grazie alla sua azione antinfiammatoria, decongestionante e viene usata per lenire nausee, insonnia, mal di testa, ustioni, punture d’insetto etc…e più in generale dolori di varia natura. Diciamo che la Lavanda appartiene a quei 5/6 oli che non dovrebbero mai mancare a casa. Gli Agrumi sono drenanti per la cellulite, utili per la circolazione in genere, compresi gli ematomi, attivano l’ossigenazione del tessuto, facendo affluire più sangue. Inoltre sono antibatterici, riequilibranti e stimolano il buon umore.

Il Tea Tree, è il più famoso antibatterico conosciuto dalle famiglie, ma in realtà pur essendo molto famoso, non è il più potente, ma è senz’altro molto attivo e più versatile nel suo utilizzo. Si usa per sciacqui orali, pidocchi, pelle acneica, afte, ed in generale in tutti i casi di problematiche virali o batteriche, veramente un toccasana per il corpo.

L’Eucalipto Radiata, è un balsamico: lo si può usare in diffusione come detto, oppure respirare da un fazzoletto ogni qual volta si senta il bisogno di respirare a pieni polmoni o di espandere la propria capacità respiratoria, nulla vieta di massaggiarlo su petto e schiena anche diluito con un olio vettore.

Il Timo è un potentissimo antibatterico, soprattutto per la gola e le vie aeree, quindi quanto detto per l’Eucalipto o per il Tea Tree vale anche per il Timo.

La Camomilla, si divide in due tipologie, romana e blu, definita anche tedesca; la Camomilla è un sedativo, calmante antispasmodico, antinfiammatorio, antibatterico, riequilibrante, e sfiammante, rimedio antichissimo usato non solo dalle nonne, ma da tutte le popolazioni del mediterraneo ed i suoi utilizzi si perdono nella notte dei tempi…

La Cannella, è uno dei più potenti antibatterici attualmente in commercio, ha una controindicazione relativa ad una sua azione dermocaustica, cioè brucia a contatto con le mucose, quindi bisogna conoscerne bene pregi e difetti ed usarlo con sapienza e rispetto. Usato come antibatterico, risulta molto efficace, ottimo per sciogliere depositi di cellulite e le contratture muscolari perché in grado di far affluire velocemente sangue nel tessuto interessato, a patto che venga diluito in un olio vegetale prima di essere applicato sulla pelle.

La Menta Piperita condivide con la Cannella la sua Azione dermocaustica, la si usa soprattutto per il mal di testa da affaticamento, oppure per rinfrescare i capillari che vasocostringe grazie alla sua azione di freddare il tessuto istantaneamente. È necessario usarla con sapienza e sotto consiglio di un esperto; inoltre, va tenuta lontana dagli occhi.

Lo Zenzero è un ossigenante, ma è anche una spezia e quindi stimola il tessuto, aumenta la circolazione periferica, drena molto bene il tessuto, diciamo che ha un effetto simile ad un agrume, ma con alcune caratteristiche della cannella, senza le sue controindicazioni… con lo zenzero si fanno massaggi o frizioni.

L’Ylang Ylang, è un importantissimo fiore che cresce in Madagascar, il nome vuol dire Fiore dei Fiori, è una fragranza morbida ed avvolgente, stimola le endorfine e ci fa subito sentire meglio.

Ottimo per le dermatiti, pelle secca, drenaggio, armonizzante della psiche e afrodisiaco, rimuove le rigidità del corpo sia nella componente maschile, che femminile.

Che differenza c’è tra oli base e oli essenziali?
La differenza tra oli di base e oli essenziali è che i primi sono gli oli vegetali, quindi Jojoba, avocado, mandorle, oliva, enotera, albicocca, germe di grano, macadamia, rosa moscheta, argan, cocco ecc…e questi vengono ottenuti per spremitura a freddo, mentre invece gli oli essenziali rappresentano l’anima delle diverse parti della pianta.

La Cannella o l’Arancio Dolce, possono contenere anche due oli essenziali, che nel caso dell’Arancio arrivano anche a tre, Arancio extra o dolce, estratto dalla buccia, Petit Grain estratto dai rami e dalle foglie e Neroli estratto dal fiore delle zagare. Stessa cosa vale per la cannella, dove avremo cannella corteccia, cannella radice e cannella foglie. Questi oli sono estremamente diversi l’uno dall’altro.

Come si riconosce se un olio essenziale è puro?
I criteri di qualità sono veramente diversi, sia nel packaging, che nella sostanza, cioè nella storia che l’etichetta riporta, in termini di rispetto delle leggi e di corretta nomenclatura dell’etichetta stessa.

Ad esempio, un buon olio in generale è fotosensibile, volatile, termolabile, quindi necessita di una confezione che lo tenga a riparo dalla luce del sole, un tappo salva goccia e un’etichetta grande e completa, che riporti le informazioni utili per il consumatore.

Sull’etichetta deve essere riportato il nome dell’olio, il nome botanico, il lotto di scadenza, gli allergeni, inseriti negli ingredienti, oltre che ad alcuni simboli che si rifanno all’ultima normativa vigente in merito alle accortezze da usare nell’uso quotidiano. Ultimo requisito, ma questo è di natura pratica, gli oli essenziali devono avere prezzi e formati differenti; questo aspetto può sembrare banale ma non lo è, spiego meglio. Il prezzo di un olio deriva da alcuni ovvi fattori, la reperibilità, l’abbondanza ed i costi di estrazione.

 Gli oli essenziali sono interamente a base vegetale?
Gli oli essenziali, quelli puri, sono solo di origine vegetale, sono l’essenza della pianta e sono contenuti all’interno della cellula vegetale in apposite strutture chiamate vacuoli in forma gassosa; le moderne tecniche estrattive convertono il gas in olio affinché lo si possa utilizzare anche per uso topico, oltre che aromaterapico.

Ci sono controindicazioni nel loro utilizzo? Se si, quali?
Le controindicazioni sono minime, riguardano piccoli gruppi di oli e valgono in particolar modo per gli oli che hanno poteri rubefacenti e vasodilatanti, oltre ai già citati dermocaustici. Gli operatori ed i professionisti spiegano all’atto della prescrizione tutte le corrette modalità di utilizzo, garantendone un uso appropriato.

Ananas, bontà tropicale dagli effetti speciali

Si trova sugli scaffali del supermercato e del fruttivendolo tutto l’anno, ma grazie alle sue qualità energetiche e dissetanti è particolarmente gettonato durante la stagione calda. È l’ananas, frutto tropicale originario dell’America del Sud, attualmente coltivato tanto nelle Hawaii, nelle Filippine, nell’Asia sud-orientale, in America Latina, Florida, Repubblica Domenicana, El Salvador, Ecuador, Nicaragua, Hawai, Thailandia e Cuba, quanto in Europa.

Non tutti lo sanno, ma al di là del basso contenuto calorico (42 calorie ogni 100 grammi), l’ananas ha efficaci proprietà benefiche contro la cellulite, la ritenzione idrica e per agevolare i processi digestivi.

Ricco di acqua, contiene anche una discreta quantità (10 gr) di carboidrati sotto forma di zuccheri ed è povero di fibre (1 grammo di fibra ogni 100 grammi di frutto). Contiene inoltre vitamina C, potassio e magnesio.

Ma l’ingrediente “speciale” fra tutti quelli benefici racchiusi nell’ananas è la bromelina, un insieme di enzimi in grado di digerire le proteine. Oltre a stimolare il metabolismo, la bromelina, ampiamente utilizzata in campo medico e cosmetico (ammorbidisce la pelle), può vantare numerose proprietà terapeutiche: sostiene il sistema immunitario, funge da antinfiammatorio e facilita la digestione delle proteine agendo con i suoi enzimi sia nello stomaco che nell’intestino.

Come scegliere un buon ananas? Odore e colore della buccia sono due spie importanti dello stato del frutto: l’odore deve essere dolce e intenso, mentre il colore della buccia deve apparire giallo-arancione (verde è sintomo di un frutto troppo acerbo e marrone di uno troppo maturo). Consumatelo fresco (non cotto e non in scatola) per mantenere intatte le componenti di bromelina e vitamina C. E se la sete vi assale, preparatevi un dissetante centrifugato, aggiungendo magari mela e sedano.

 

Gusto e salute: tutto il buono dell’anguria

Dissetante, remineralizzante, diuretica, ipocalorica, antiossidante e perfino afrodisiaca. Sembra impossibile che tante proprietà possano essere racchiuse in unico frutto, eppure l’anguria le possiede davvero tutte.

Contendente diretto del melone per il trono di frutto dell’estate, l’anguria è costituita per il 92% da acqua e per il restante 8% da zuccheri. Otre a contribuire alla nostra idratazione durante le giornate essere più calde, l’anguria aiuta a proteggere la pelle dai rischi legati all’esposizione ai raggi UV.

Il suo alto contenuto di vitamina B6 e di magnesio ne fa un frutto energetico. Inoltre, l’anguria contiene la citrulina, un amminoacido che viene utilizzato dall’organismo per la produzione di arginina che è considerata una sorta di viagra naturale, in grado di migliorare le funzioni genitali. La citrulina contribuisce anche a prevenire l’ipertensione e le patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio. Consumare regolarmente anguria permette anche di ridurre i livelli del colesterolo cattivo.

Nonostante la sua consistenza e il suo gusto zuccherino, l’anguria è uno dei frutti più leggeri e meno calorici disponibili durante l’estate. È infatti molto ricco d’acqua e privo di grassi. Le sue poche calorie (30 ogni 100 gr di frutto) derivano dai suoi zuccheri naturali. In virtù del suo alto contenuto d’acqua, l’anguria stimola la diuresi e l’eliminazione delle tossine.

Come fare a riconoscere un’anguria matura e saporita? Il classico trucco di “bussare” sulla scorza del frutto funziona sempre: se il suono che si produce è sordo il frutto allora è maturo. Ulteriore indizio della bontà dell’anguria è dato dalla eventuale presenza di chiazze gialle o di striature sulla superficie della buccia.

Come consumarla? Tagliata a fette, a cubetti o a palline ma sempre fresca, anzi freschissima!

 

 

Acqua, come te non c’è nessuno…

Accelera il metabolismo e le facoltà intellettive, previene la fame nervosa, combatte la cellulite, contrasta la ritenzione idrica, ossigena i tessuti del nostro corpo e riduce il gonfiore. E, ovviamente, disseta come nessun’altra bibita al mondo. I vantaggi legati all’assunzione regolare di acqua sono davvero tanti, eppure spesso ce ne dimentichiamo, a discapito della nostra salute.

Bere, e molto, specialmente durante la stagione calda, è una necessità oltre che una buona abitudine. Due litri al giorno sono la dose giusta per un adulto. Diventano tre se si calcolano anche i liquidi che possono fornirci quotidianamente anche frutta e verdura. È preferibile bere durante tutto l’arco della giornata e non superare il paio di bicchieri durante i pasti, una quantità sufficiente ad ammorbidire il cibo ingerito senza affaticare la digestione. Bere un paio di bicchieri la mattina, appena svegli, aiuta il nostro organismo a eliminare le tossine accumulate durante la notte.

Quale acqua preferire? Che sia naturale o gassata va bene lo stesso. Diffidate di chi sostiene che l’acqua gassata gonfi: al contrario, il gas esercita una pressione che velocizza lo svuotamento dello stomaco e il transito del cibo nell’intestino. Se preferite l’acqua naturale, anche quella del rubinetto può andar bene.

Bere molta acqua contribuisce anche a mantenere il cuore sano. Secondo uno studio dell’American Journal of Epidemiology, chi beve più di 5 bicchieri di acqua al giorno ha il 41% di probabilità di meno di subire un infarto. L’acqua è anche fonte d’energia. La disidratazione, come ci capita di sperimentare nelle giornate particolarmente calde, genera spossatezza, stanchezza muscolare, vertigini e cefalea.

L’acqua è inoltre una grande alleata della pelle. Infatti, oltre a consentire all’organismo di eliminare meglio le tossine e i batteri accumulati, migliora l’aspetto della pelle e dona soprattutto al viso un aspetto più luminoso e più giovane.

Anche la salute del nostro stomaco passa attraverso l’assunzione regolare di acqua. Spesso l’acqua può infatti essere decisiva a prevenire o combattere l’acidità di stomaco, e consumata insieme alle fibre può curare la stitichezza. Inoltre, chi beve molta acqua, oltre a proteggere il fegato e aiutare la buona funzionalità dei reni, ha un rischio sensibilmente minore di contrarre il cancro alla vescica o al seno.

 

Cavoli, che forza! E quante virtù…

Depurativi, dietetici (soltanto 25 kcal/100 g) e di facile reperibilità in inverno e primavera, i cavolfiori sono una miniera di potassio, calcio, fosforo, ferro, acido folico e vitamina C. Insieme ai broccoli, stando ad alcune ricerche scientifiche, sarebbero efficaci anche nella prevenzione del cancro al colon e alla prostata, oltre che rappresentare un’ottima cura per chi soffre di anemia.

Secondo uno studio del National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland, chi segue un’alimentazione ricca di cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, broccoli e cavoli manifesta il 49% di possibilità in meno di ammalarsi. Tutto ciò in virtù della presenza di antiossidanti (flavoni) e indoli, capaci di contrastare l’azione degenerativa dei radicali liberi.

Il cavolfiore è anche un ottimo antidoto al raffreddore e all’influenza. 2-3 cucchiai del suo succo ottenuto con la centrifuga e diluito con acqua e miele sono un vero toccasana per accelerare il processo di guarigione del nostro organismo durante i raffreddori.

Come cucinarli? Le possibilità sono infinite. I cavolfiori possono essere bolliti o cotti a vapore, gratinati, fritti con la pastella, arrostiti, trasformati in una gustosa mousse, impiegati nelle minestre e nelle zuppe in combinazione con altri ortaggi oppure possono essere utilizzati come condimento per la pasta. Vanno prevalentemente cotti dopo essere stati suddivisi in cimette, tecnica che consente di accorciare il tempo di cottura e ridurre il loro caratteristico cattivo odore. I tempi di cottura del cavolfiore variano dai 20-25 minuti (intero), ai 10-12 minuti (diviso in cimette).

Il cavolfiore è un ortaggio delicato, soggetto a un facile deterioramento. Perché sia fresco e sano non deve presentare macchie e deve essere ben chiuso, compatto, con l’infiorescenza soda. Le sue foglie esterne, infine, devono essere croccanti e aderenti alla testa.