Carofiglio: il ritorno dell’avvocato Guerrieri

Definito dal Times “un personaggio meraviglioso e convincente” l’avvocato Guido Guerrieri è stato il protagonista, riluttante e malinconico, dei romanzi che hanno portato al grande successo Gianrico Carofiglio. Dopo un periodo di “tregua”, il magistrato e scrittore barese è tornato a occuparsi del suo celebre personaggio in occasione del nuovo romanzo “La misura del tempo” (Einaudi, pp 228, euro 18).

Al centro della storia del nuovo romanzo di Carofiglio c’è Lorenza, che un tempo è stata una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.

La misura del tempo e i precedenti romanzi di Gianrico Carofiglio li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

Storie di “rinascita” nel nuovo libro di Calabresi

“Sono anni che mi interrogo sul giorno dopo. Sappiamo tutti di cosa si tratta, di quel risveglio che per un istante è normale, ma subito dopo viene aggredito dal dolore”. Scrive così Mario Calabresi nel suo ultimo libro “Il mattino dopo” (Mondadori, pp 144, euro 17) che prende ispirazione dalla sua vicenda personale per raccontare storie di resilienza, di coraggio, di cambiamento, storie di persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore dell’oggi, per ricostruirsi un domani. Perché, realizza Calabresi, “il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato”.

Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c’è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, una vertigine. Che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da anni, e pensavamo avremmo avuto per sempre, improvvisamente non c’è più. Perché dopo una perdita o un cambiamento arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, sì, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio. Una cesura dal passato, un da oggi in poi. A questo momento, delicato e cruciale, Mario Calabresi dedica il suo nuovo libro, partendo dal proprio vissuto per poi aprirsi alle esperienze altrui. E racconta così prospettive e vite diverse, che hanno tutte in comune la lotta per ricominciare, a partire dalla mattina dopo. Per Daniela è dopo l’incidente in cui ha perso l’uso delle gambe, per Damiano è dopo il disastro aereo a cui è sopravvissuto, per Gemma è dopo la perdita del marito. Ma è anche un viaggio nel passato familiare, con la storia di Carlo e del suo rifiuto di prendere la tessera del fascismo, che gli costò il posto di lavoro ma gli aprì una nuova vita felice.

Il mattino dopo e gli altri libri di Mario Calabresi li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

La Sicilia dei Florio nel libro di Stefania Auci

È siciliana una delle più interessanti rivelazioni della nostra narrativa di questa prima parte del 2019. Si chiama Stefania Auci ed è una trapanese che ha un rapporto speciale con Palermo, un rapporto d’amore intenso e possessivo, che si rispecchia nelle appassionate ricerche da lei condotte per riscrivere la storia dei Florio. La giovane scrittrice ha setacciato le biblioteche, ma anche le cronache giornalistiche dei primi anni dell’Ottocento, ha esplorato tutti i possedimenti dei Florio e ha raccolto con puntiglio i fili della Storia che si dipanano tra abiti, canzoni, lettere, bottiglie, gioielli, barche, statue. Il risultato è “I leoni di Sicilia” (Nord, pp 448, euro 18), un romanzo avvincente che disperde la nebbia del tempo e ridà ai Florio tutta la loro straordinaria, contraddittoria, trascinante vitalità.

Foto: Cristina Dogliani

Intrecciando il percorso dell’ascesa commerciale e sociale dei Florio con le loro tumultuose vicende private, sullo sfondo degli anni più inquieti della Storia italiana, dai moti del 1818 allo sbarco di Garibaldi in Sicilia, Stefania Auci dipana una saga familiare d’incredibile forza, così viva e pulsante da sembrare contemporanea.

I leoni di Sicilia di Stefania Auci lo trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

Gerda Taro, la ragazza ribelle con la Leica

Vincitore del Premio Strega 2018, “La ragazza con la Leica” (Guanda, pp 336, euro 18) è il romanzo biografico con cui la scrittrice italo-tedesca Helena Janeczek traccia un appassionante ritratto di Gerda Tardo, la fotografa tedesca ribelle e avventurosa, uccisa durante la guerra civile spagnola degli anni 30 e considerata la pioniera del fotogiornalismo.

Il libro, originariamente pubblicato nel 2017, racconta la vita della ribelle Gerda Taro, ferita a morte per non aver voluto abbandonare il fronte quando non c’era più nessuna speranza. Lasciò nelle sue foto testimonianza dell’enorme delitto che era stata la guerra. Aveva dedicato la sua splendida vita a un degno compito, a una giusta causa persa. La ragazza con la Leica racconta l’amore con Robert Capa, l’avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta.

Helena Janeczek

Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno, avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante.

La ragazza con la Leica e gli altri romanzi di Helena Janeczek li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2!

 

Pennac-Cestac: un amore esemplare a fumetti

È una singolare e commovente storia d’amore quella con cui Feltrinelli inaugura la sua nuova collana di graphic novel Feltrinelli Comics. Si tratta di un libro nato dall’incontro tra un grande romanziere come Daniel Pennac e l’acclamata fumettista francese Florence Cestac, vincitrice nel 2000 del prestigioso Grand Prix al festival di Angoulême, tra i più importanti riconoscimenti mondiali nel campo dei fumetti.

Foto: A. Carrara

Come spiega Pennac nell’introduzione di “Un amore esemplare” (Feltrinelli, pp 76, euro 15), lo scrittore francese si era chiesto a lungo “come raccontare questa storia d’amore per la vita e per i libri, così meravigliosa da sembrare inventata”. Dubitava che un romanzo o un film potessero restituire Jean e Germaine come erano veramente. E poi ha pensato a Florence Cestac e alla sua impareggiabile capacità di raffigurare le persone come sono nella vita. Si sono così dati appuntamento in un caffè parigino e il progetto di questo libro è diventato realtà.

Quando era ancora un bambino, Daniel Pennac passava le vacanze a La Colle-sur-Loup, in Costa Azzurra. Sole, piante di fichi e un gran pergolato sotto il quale si gioca alla pétanque. Qui, con suo fratello Bernard, incontra per la prima volta Jean e Germaine: lui, alto e calvo, tipo airone; lei, magra, rosea e felice. Sempre di buon umore, due che intrigano per la loro gioia di vivere. Niente bambini, niente lavoro, Jean e Germaine vivono il loro amore senza intermediari, un amore sedentario, un amore esemplare.

Una storia vera che anima le pagine di un libro che unisce le parole di Pennac ai disegni di Cestac, per dare vita a un graphic memoir commovente ed ironico, incantato e realistico, che mette in scena la gioia e la forza dell’amore.

Un amore esemplare di Daniel Pennac e Florence Cestac ti aspetta alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2!

 

Con Barreau nel caffè dei piccoli miracoli

Diventato un nome di culto per migliaia e migliaia di lettrici in tutto il mondo grazie al caso editoriale Gli ingredienti segreti dell’amore, bestseller tradotto in ben 34 Paesi e rimasto per 4 settimane in vetta alle classifiche italiane, il misterioso Nicolas Barreau ha da poco dato alle stampe un nuovo romanzo: “Il caffè dei piccoli miracoli” (Feltrinelli, pp 240, euro 15).

Il libro narra la storia di Eleonore Delacourt, una 25enne che ama la lentezza. Invece di correre, passeggia. Invece di agire d’impulso, riflette. Invece di dichiarare il suo amore al professore di filosofia alla Sorbonne, sogna. E non salirebbe mai e poi mai su un aereo, in nessuna circostanza. Timida e romantica, Nelly – come preferisce essere chiamata – adora i vecchi libri, crede nei presagi, piccoli messaggeri del destino, diffida degli uomini troppo belli e non è certo coraggiosa come l’adorata nonna bretone con cui è cresciuta, che le ha lasciato in eredità l’oggetto a lei più caro: un anello di granati con dentro una scritta in latino, “Omnia vincit amor”.

Sicuramente, Nelly non è il tipo di persona che di punto in bianco ritira tutti i propri risparmi, compra una costosissima borsa rossa e, in una fredda mattina di gennaio, lascia Parigi in fretta e furia per saltare su un treno. Un treno diretto a Venezia. Ma a volte nella vita le cose, semplicemente, accadono. Cose come una brutta influenza e una delusione d’amore ancora più brutta. Cose come una frase enigmatica trovata dentro un vecchio libro della nonna, con accanto una certa citazione in latino… Un’incantevole storia d’amore che racconta perché può essere una fortuna far cadere la propria borsa nel Canal Grande, concedere un po’ di fiducia a un veneziano scandalosamente bello e accettare di sentirsi letteralmente mancare la terra sotto i piedi.

Il caffè dei piccoli miracoli e i precedenti romanzi di Nicolas Barreau li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2!

 

 

Vanessa Monfort: storie di donne, coraggio e fiori

Un negozio di fiori nel centro di Madrid, cinque donne con tanta voglia di riscatto, un’emozionante storia di amicizia femminile, un inno al coraggio di cambiare e di essere libere. È questo in sintesi “Donne che comprano fiori” (Feltrinelli, pp 384, 15 euro), l’ultimo e originale romanzo di Vanessa Monfort.

La scrittrice e drammaturga spagnola ha pubblicato tre romanzi e diretto varie opere teatrali che spaziano dalla commedia al dramma, al musical e al genere fantastico. Con questo nuovo romanzo che si appresta a conquistare i lettori italiani dopo il successo riscosso in patria, la Monfort ci porta nel cuore del barrio de las Letras, il quartiere più bohémien di Madrid, tra stradine pedonali e piazzette ombreggiate, proprio dove si narra che abbiano vissuto Cervantes e Lope de Vega. Lì esiste una piccola e profumata oasi verde: il Giardino dell’Angelo, il regno fiorito di Olivia.

www.vanessamontfort.com

Nel negozio di Olivia, all’ombra di un olivo centenario, si incrociano le vite di cinque donne che comprano fiori. Tutte all’inizio lo fanno per gli altri, mai per sé: Victoria li compra per il suo amante segreto, Casandra per ostentarli in ufficio, Aurora per dipingerli, Gala per donarli alle clienti del suo showroom e l’ultima, Marina, per una persona che non c’è più. Dopo la perdita del marito, infatti, Marina si sente completamente smarrita: per troppo tempo ha accettato il ruolo della copilota, lasciando a lui il timone della loro vita insieme. Mentre cerca disperatamente un modo per rimettersi in piedi, si imbatte per caso in Olivia e accetta di lavorare nel suo Giardino. Lì conoscerà le altre quattro donne, molto diverse tra loro, ma che, come lei, stanno attraversando un momento cruciale della propria esistenza. Dall’incontro tra loro e l’eccentrica e saggia fioraia nascerà una stretta amicizia da cui dipenderà la svolta che prenderanno le loro vite.

Donne che comprano fiori di Vanessa Monfort lo trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

 

Il libro degli sciagurati incontri di Selvaggia

È una delle pubblicazioni di maggiore successo dell’estate e riconferma tutte le capacità di osservatrice, ironica e pungente, che hanno fatto di Selvaggia Lucarelli una delle donne più influenti del web italiano, nonché acuta commentatrice di politica, media, costume e società.

“Dieci piccoli infami” (Rizzoli, pp 224, euro 17), pubblicato a tre anni di distanza dal fortunato romanzo d’esordio Che ci importa del mondo, è un libro schietto, diretto, scritto con grande autoironia e l’inconfondibile stile corrosivo di Selvaggia Lucarelli.
Dieci piccoli infami non è solo una rassegna di “sciagurati incontri che ci rendono persone peggiori” ma un’autentica resa dei conti con i mostri più o meno terribili in cui capita di inciampare nella vita: la migliore amica che tradì la fiducia di Selvaggia dopo cinque anni, quelli delle elementari, di complicità ininterrotta e simbiosi pressoché totale; un parrucchiere anarchico, poco incline all’ascolto delle clienti e molto a gestire taglio e colore in assoluta libertà; il primo ragazzo a essersi rivolto a lei chiamandola gentilmente “signora”; un ex fidanzato soprannominato Mister Amuchina per la sua ossessione paranoide verso l’igiene e l’ordine. Sono solo alcuni dei personaggi che animano la personalissima blacklist di Selvaggia e le pagine del libro: un girotondo di piccoli infami che, più o meno inconsapevolmente, l’hanno trasformata anche solo per pochi minuti in una persona peggiore.

Dieci piccoli infami di Selvaggia Lucarelli lo trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

Pennac e il ritorno di Malaussène

Attesissimo da anni, il signor Malaussène è finalmente tornato. “Mi hanno mentito” (Feltrinelli, 288 pp, euro 18,50), pubblicato la scorsa primavera è il primo di due volumi con cui Daniel Pennac ha voluto dare un seguito al ciclo di Malaussène, l’ultimo capitolo del quale era stato il romanzo La passione secondo Thérèse che risale al 1998.

Capro espiatorio di professione, questa volta Benjamin Malaussène si trova catapultato in una realtà totalmente opposta a quella di vent’anni fa: un mondo dominato dal denaro, dalla violenza e dai traffici. Il primo avvenimento infatti riguarda il rapimento di uno tra i più ricchi uomini d’affari in Europa, Georges Lapietà, per il quale i rapitori chiederanno un riscatto da distribuire ai bisognosi. In un contesto sociale in cui regnano e coesistono disincanto e gioia di vivere, Pennac adotta due livelli di registro offrendoci un doppio sguardo sulla nostra società. Del libro, uscito in Francia nel cruciale periodo delle ultime elezioni presidenziali, Pennac ha detto a Il Venerdì di Repubblica: “In ogni situazione si cerca sempre qualcuno su cui scaricare colpe e responsabilità. E ognuno è sempre il capro espiatorio di qualcun altro. Questa situazione provoca delusioni, malumori e rancori che favoriscono il successo politico di individui violenti e autoritari. Penso a Trump, Erdogan o Putin. Dappertutto vince l’alleanza tra la forza fisica, la menzogna e la negazione della realtà, favorendo il successo di personalità che sembrano forti, mentre sono solamente brutali”.

Ponendo l’accento sui grandi temi legati alla crisi dei ceti medi, all’emarginazione diffusa e alla generale perdita di spirito e identità, Il caso Malaussène – Mi hanno mentito ci mette di fronte al nostro stesso mondo, inducendoci a una riflessione di carattere esistenziale.
Se da una parte emerge Lapietà, archetipo di promiscuità, corruzione e potere, dall’altra, uno degli elementi centrali del romanzo è proprio la giustizia.
In un’atmosfera confusa, la certezza è paradossalmente offerta dal capro espiatorio, Malaussène: “Il mio personaggio – commenta Pennac – è il rappresentante di una comunità tribal-familiare che si vive come tale. Inconsciamente i miei romanzi propongono un’idea di comunità oggi troppo spesso messa in discussione. Quella dei Malaussène è una comunità ideale fondata sulla giustizia, la solidarietà e l’autorità morale.”

Il caso Malaussène – Mi hanno mentito, così come gli altri titoli del popolare scrittore francese, vi aspetta alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2.