Roma ricorda Fellini

Una Mostra per i 100 anni dalla nascita del Maestro del Cinema

 

Quest’anno ricorrono i 100 dalla nascita del regista visionario, cinque volte Premio Oscar, Federico Fellini, che ha rappresentato per tutti in modo indiscusso un pezzo della Storia del Cinema. Per l’occasione, lo scorso 20 gennaio è stata inaugurata a Roma una mostra fotografica presso la Galleria della Biblioteca Angelica, a cura di Simone Casavecchia, che ne ricorda, l’uomo, l’immagine, con la sua mimica e il suo sguardo unici. Trenta immagini provenienti dalla Fototeca Nazionale (Centro Sperimentale di Cinematografia) immortalano alcuni momenti del regista sul set, restituendo un ritratto molto personale.

La mostra resterà aperta fino al 28 febbraio e rappresenta un percorso non filmografico, né biografico, ma volto a restituire la personalità stessa dell’artista. In mostra anche uno scritto inedito di Fellini, che pone l’attenzione sull’ironia e la vita quotidiana del regista.

L’originale cartaceo, proveniente da una collezione privata, è stato denominato dallo stesso Fellini “La dieta dell’astronauta”, un divertente gioco fra amici, per far dimagrire, a modo suo, artisti e “astronauti”.

In occasione della mostra, è stato pubblicato il volume fotografico Federico Fellini (Edizioni Sabinae), che raccoglie in grande formato le 150 immagini, provenienti dalla Fototeca Nazionale, da cui l’esposizione è tratta.

La mostra, coprodotta dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dalla Casa Editrice Edizioni Sabinae, è sostenuta dalla Direzione Generale per le Biblioteche e gli Istituti Culturali (MiBACT), con il patrocinio dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello.

Dove: Galleria della Biblioteca Angelica, Via Sant’Agostino n. 11 Roma

Quando: Fino al 28 febbraio 2020

Orari: lunedì-venerdì dalle 9:30 alle 18:30

L’umorismo salverà l’ambiente?

100 disegnatori e fumettisti rispondono all’appello in favore della Terra

Una mostra di respiro internazionale arriva a Euroma2: le migliori matite dello humor mondiale hanno collaborato con le proprie opere alla realizzazione di “Humor biodegradabile” un’esposizione di illustrazioni in mostra da venerdì 7 febbraio, presso l’Ipercoop del Centro Commerciale Euroma2 (piano terra).

100 autori di 38 Paesi, appartenenti a 5 continenti mettono a confronto diverse culture, idee, fantasie e invenzioni grafiche sul tema dell’inquinamento dei mari. Disegni con un sano e pungente humor che riescono a coinvolgere il pubblico, contribuendo alla formazione di un pensiero critico e analitico sulla eco-sostenibilità del nostro pianeta.

A rappresentare l’Italia, alcune delle matite più famose, come Altan, Sergio Staino, Marco De Angelis, Bruno Bozzetto e tanti altri, che riescono a sintetizzare con le loro immagini un problema tanto vasto e urgente come quello dell’inquinamento dalla plastica.

Secondo una disposizione dell’Unione Europea, entro il 2029, i cittadini europei dovranno contribuire attivamente al riciclo del 90% della plastica prodotta nel continente. Si tratta di una direttiva chiara e senza più possibilità di marcia indietro per permettere al nostro continente – nel giro di breve tempo – di diventare Europa Plastic Free. L’inquinamento è il tema del 16° Festival Internazionale di Humor Grafico, che mette in evidenza come la plastica in mare sia uno dei principali responsabili del danno ecologico e di tutti i gravi problemi che ne conseguono.

La mostra, che resterà aperta fino al 16 febbraio, è organizzata dal Festival Internazionale di Humor Grafico Itinerante (www.festivalhumorgrafico.eu) e rappresenta un concreto messaggio solidale, reso possibile solo grazie all’opera di questi artisti, che hanno aderito all’appello in modo unico e straordinario.

Michelangelo a colori: mostra a Palazzo Barberini

Si è inaugurata lo scorso ottobre e resterà aperta fino al 6 gennaio 2020 a Palazzo Barberini. È l’affascinante mostra delle Gallerie Nazionali di Arte Antica “Michelangelo a colori. Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino, Jacopino del Conte” a cura di Francesca Parrilla e Massimo Pirondini.

Foto: Alberto Novelli

La mostra presenta un piccolo ma prezioso nucleo di opere che documentano il dialogo tra Michelangelo e i suoi seguaci. Giocando sulla doppia rappresentazione dei principali temi sacri trattati dal Buonarroti e puntualmente ripresi da pittori diversi, è possibile cogliere lo stretto legame esistente tra le opere in mostra, messe per la prima volta a confronto fra loro, e i disegni del grande artista toscano, esposti in riproduzione. Fra le opere in mostra, anche un prezioso Cristo vivo sulla croce di stampo michelangiolesco, anch’esso mai esposto al pubblico, proveniente da una collezione privata londinese, e qui attribuito a Marco Pino.

Occasione straordinaria per i visitatori sono le prossime visite guidate gratuite con Francesca Parrilla, co-curatore della mostra, sabato 16 novembre, 30 novembre e 14 dicembre, alle ore 17.00.

“Michelangelo a colori. Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino, Jacopino del Conte”
11 ottobre 2019 > 6 gennaio 2020
Palazzo Barberini
Roma

 

Arte virtuale: Van Gogh e Monet Experience

Una mostra originale magari da vedere con tutta la famiglia? Inaugurata lo scorso 9 ottobre, va avanti fino al 6 gennaio all’Ex Caserma Guido Reni la mostra immersiva “Arte virtuale: Van Gogh e Monet Experience”.
Grazie alla tecnologia VR, è possibile immergersi a 360 gradi nei paesaggi, nei colori, nelle atmosfere, ai tempi di Arles e Giverny, come se stesse vivendo all’interno dei quadri dei due grandi maestri della pittura. La mostra, prodotta e distribuita a livello internazionale da Next Exhibition, si apre con un percorso virtuale attraverso degli scenari che hanno ispirato l’arte di Monet. Dal colore rosso vibrante de “I papaveri” al giallo de “I covoni”, dal paesaggio innevato de “la Gazza” al guizzo dell’acqua del Tamigi di “Parlamento, al tramonto”.
Uscendo dall’esperienza virtuale, e passando dal ponte di fiori che evoca il Giardino a Giverny si entra nel mondo di Vincent Van Gogh, con uno scenario che propone una successione di sette fra le sue opere più celebri, dal risveglio nella camera da letto (“La camera da letto di Van Gogh”) a “La Notte Stellata”.

“Arte virtuale: Van Gogh e Monet Experience”
fino al 20 gennaio 2020
Ex Caserma Guido Reni
Via Guido Reni, 7
Roma

Info e biglietti: www.ticketone.it

Giacomo Balla, la mostra del maestro futurista

Un’immersione nell’arte futurista e, insieme, in uno degli spazi espositivi più suggestivi di Roma. L’occasione è offerta dalla mostra a cura di Fabio Benzi che Palazzo Merulana dedica a Giacomo Balla, considerato insieme a Boccioni, Severini, Carrà e Russolo, uno dei massimi esponenti del Movimento Futurista.

Primo Carnera, 1933 – olio su tavola, cm 109 x 100
Roma, Fondazione Cerasi

Inaugurata il mese scorso, la mostra si propone di indagare un particolare passaggio distile della produzione del pittore torinese, partendo dall’opera Ritratto del leggendario pugile Primo Carnera (1933), custodita all’interno della collezione permanente di Palazzo Merulana. Il dipinto si ispira a una foto di Elio Luxardo, amico di Marinetti e autore di un impressionante ritratto del pugile pubblicato sulla prima pagina della “Gazzetta dello Sport” nel 1933, quando diventò Campione del Mondo. Questa immagine, diffusa simultaneamente in tutto il mondo, costituisce la base iconografica del dipinto di Balla. L’intenzione di far coincidere l’immagine dipinta con l’effetto del rotocalco è sottolineata dall’effetto di “retinatura” applicato da Balla, identico a quello prodotto dalle immagini a stampa dei giornali. Si tratta di un confronto intenzionale, e per l’epoca straordinario, con i mezzi di diffusione di massa dell’immagine: elemento fondante, molti anni dopo, dell’universo figurativo della “pop art” americana, da Warhol a Lichtenstein. Balla evidentemente studiava un possibile sviluppo e rinnovamento del Futurismo. Il pittore, come sottolineato dalla mostra, trovava modernissimo, in sintonia con la sensibilità quotidiana della gente, l’immaginario suscitato dal cinema, dalla fotografia di moda e di attualità.

La mostra riunisce circa sessanta opere: alcuni dipinti più esplicitamente futuristi della fine degli anni venti, opere realizzate con la tecnica a “retinatura”, ritratti dei divi eseguiti in quegli stessi anni da grandi fotografi come Elio Luxardo e Arturo Ghergo, e riviste dell’epoca a cui Balla si è ispirato esplicitamente.

“Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico”
> fino al 17 giugno 2019
Palazzo Merulana
Via Merulana, 121
Roma

info e biglietti: www.palazzomerulana.it

Il genio di Leonardo alle Scuderie del Quirinale

Nel cinquecentenario della scomparsa di Leonardo da Vinci non potevano mancare eventi e iniziative per commemorare il grande genio toscano. Inaugurata lo scorso 13 marzo, le Scuderie del Quirinale, in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano e insieme alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, ospitano una mostra dedicata al celebre umanista.

Il Presidente Sergio Mattarella all’inaugurazione della mostra con Alberto Bonisoli, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e da Mario De Simoni, Presidente ed Amministratore delegato di Ales – Arte, Lavoro e Servizi Spa

Dalla formazione toscana, al soggiorno milanese, fino al tardo periodo romano, la mostra ripercorre l’opera di Leonardo sul fronte tecnologico e scientifico e traccia le connessioni culturali con i suoi contemporanei, per offrire una visione finalmente ampia di questa grande figura.

Il Presidente Sergio Mattarella nel corso della visita alla mostra, accompagnato dal curatore Claudio Giorgione.

Le sezioni della mostra esplorano i grandi temi affrontati da Leonardo sul versante del pensiero tecnico e umanistico, al centro del dibattito degli artisti e tecnologi rinascimentali: lo sviluppo di macchine per i grandi cantieri di costruzione, l’utilizzo del disegno e della prospettiva come strumenti di conoscenza e rappresentazione, l’arte della guerra tra tradizione e innovazione, il vagheggiamento di macchine fantastiche come quelle per il volo, la passione per la rappresentazione dell’elemento macchina in quanto tale, l’ideazione di soluzioni negli ambiti del lavoro e della produzione, la riflessione sulla città ideale e lo studio delle vie d’acqua, la riscoperta del mondo classico e una riflessione su come, nel tempo, sia nato e si sia sviluppato il mito di Leonardo.

“Leonardo da Vinci. La scienza prima della scienza”
> fino al 30 giugno 2019
Scuderie del Quirinale
Via Ventiquattro Maggio, 16
Roma

Info e biglietti: www.scuderiequirinale.it

L’obiettivo sensibile di Robert Mapplethorpe

A trent’anni dalla sua scomparsa, Roma dedica a Robert Mapplethorpe un’originale mostra ispirata alla pratica collezionistica del grande e controverso fotografo americano, avido raccoglitore di fotografie storiche. Curata da Flaminia Gennari Santori la mostra si intitola “Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile” ed è ospitata dal 15 marzo al 30 giugno 2019 dalla Galleria Corsini. (immagine principale: Self-Portrait, 1988 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.)

Proseguendo il dialogo e l’intreccio tra passato e presente iniziato con l’esposizione di “Parade” di Picasso nel 2017 e la mostra “Eco e Narciso” nel 2018, l’esposizione raccoglie quarantacinque opere focalizzate su alcuni temi che contraddistinguono l’opera di Robert Mapplethorpe: lo studio delle nature morte, dei paesaggi, della statuaria classica e della composizione rinascimentale.

Robert Mapplethorpe – Female Torso, 1978 – 50,8 x 40,6 cm.
© Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

La selezione delle opere e la loro collocazione nella Galleria mettono in luce aspetti del lavoro di Mapplethorpe che risuonano in modo particolare con la sede museale, intesa come spazio — fisico e concettuale — del collezionismo, per innescare una relazione inedita tra i visitatori, le opere e gli ambienti della Galleria.

Robert Mapplethorpe – Poppy, 1988 – 60,9 x 50,8 cm.
© Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission

La mostra romana, organizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, rientra in una serie di esposizioni dedicate all’artista, tra cui una grande retrospettiva al Guggenheim di New York e, in Italia, quella al Museo Madre di Napoli che si concentra in modo inedito sull’intima matrice performativa della pratica fotografica dell’artista.

15 marzo > 30 giugno 2019
“Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile”
Galleria Barberini Corsini
via della Lungara, 10
Roma

Info: www.barberinicorsini.org

Warhol: ultime settimane al Vittoriano

Continua il successo di pubblico della mostra romana dedicata ad Andy Warhol e ospitata nell’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano. Durante le scorse feste, la mostra ha totalizzato in sole due settimane oltre 19 mila visitatori, mentre sono circa 130 mila le presenze complessive totalizzate finora. La mostra chiuderà i battenti il prossimo 24 febbraio: per chi non l’avesse ancora fatto c’è quindi ancora un mese di tempo per ammirare da vicino alcune delle più celebri opere realizzate dal re della Pop Art.

Le oltre 170 opere in mostra ripercorrono le tappe principali della vita straordinaria di Andy Warhol, dalle origini artistiche della Pop Art nel 1962 con la serigrafia di Campbell’s Soup alle famose serie su Elvis, Marilyn e Coca Cola.

Campbell’s Soup,1969 Serigrafia su carta, 88,9×58,4 cm
Collezione Eugenio Falcioni, Monaco (MC) © The Andy Warhol
Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2018 per A. Warhol

Il percorso espositivo riassume il cambiamento che Warhol ha impresso nel mondo dell’arte ma anche nella musica, nel cinema e nella moda, stravolgendo qualsiasi definizione estetica precedente. La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con Eugenio Falcioni & Art Motors srl e curata da Matteo Bellenghi.

“Andy Warhol”
> fino al 24 febbraio 2019
Complesso del Vittoriano – Ala Brasini
Via di San Pietro in Carcere
Roma

Info e biglietti: www.ilvittoriano.com

 

Marcello Mastroianni, una mostra tra parentesi

Ci sono ancora 4 settimane per godersi una delle più belle mostre fotografiche attualmente in programmazione nella Capitale. L’esposizione, ospitata dal Museo dell’Ara Pacis si intitola “Una vita tra parentesi” ed è interamente dedicata alla straordinaria carriera di Marcello Mastroianni.

da “Matrimonio all’italiana”, 1964

Il titolo fa riferimento alla definizione che lo stesso Mastroianni amava dare della sua vita, una vita fatta di parentesi tra un set e l’altro, tra un palcoscenico e l’altro, lungo una carriera costellata di film, spettacoli, personaggi.

da “Giorni d’amore”, 1954

L’esposizione ripercorre le tappe principali della carriera di Mastroianni, dagli esordi con Riccardo Freda nel 1948 alla collaborazione con Federico Fellini, di cui diventò un vero e proprio alter ego. Più di cento film tra gli anni Quaranta e la fine dei Novanta, e molti riconoscimenti internazionali: tre candidature all’Oscar come Miglior Attore, due Golden Globe, otto David di Donatello, due premi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes e due Coppa Volpi al Festival di Venezia.

Mastroianni e Fellini dal set di “La città delle donne”, 1980 – Cineteca Bologna Reporters Associati e Archivi

La mostra raccoglie i suoi ritratti più belli, i cimeli e le tracce dei suoi film e dei suoi spettacoli, alternando immagini e racconti e immergendo lo spettatore in quello che è stato ed è ancora il più conosciuto volto del cinema italiano. Un percorso attraverso scritti, testimonianze, recensioni, oltre a un raro apparato fotografico che ritrae l’attore come non siamo abituati a ricordarlo, sul palco, vicino agli altri grandi nomi che hanno fatto la storia del teatro italiano, da Vittorio Gassman a Rina Morelli, da Paolo Stoppa a Eleonora Rossi Drago.

“La dolce vita”, 1960 – Cineteca Bologna Reporters Associati e Archivi

Cinema e teatro, le due anime di uno degli attori più importanti del nostro cinema, sono raccontate in dialogo costante grazie ai materiali conservati dalla Cineteca di Bologna, dallo stesso Mastroianni e da numerosi altri archivi (da quello dell’Istituto Luce a quello della Rai) con i quali è stato costruito questo percorso privilegiato che accompagna lo spettatore attraverso cinquant’anni di cultura e costume italiani.

> fino al 17 febbraio 2019
“Una vita tra parentesi”
Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)
Roma

info e biglietti:
www.arapacis.it

 

Pixar, in mostra 30 anni di animazione

Dopo il debutto al MoMA di New York e un tour internazionale che ha toccato le maggiori capitali mondiali, la mostra “Pixar. 30 anni di animazione”, ideata per celebrare il trentennale della casa di produzione statunitense, approda finalmente a Roma. Da oggi al Palazzo delle Esposizioni sarà possibile ammirare una selezione di oltre 400 opere che mostrano lo spettacolare patrimonio artistico creato per ciascun film, fatto di disegni a matita e pennarello, dipinti in acrilico, guazzo e acquerelli, dipinti digitali, calchi, modelli fatti a mano, tutti lavori nei quali l’arte e il design giocano un ruolo essenziale e danno vita, insieme all’animazione digitale, al prodotto finale.

Bob Pauley / Buzz
Toy Story, 1995
Matita su carta
©Disney/Pixar
Lou Romano / Colorscript
Gli Incredibili, 2004
Dipinto digitale
©Disney/Pixar

Da Toy Story al più recente Coco, passando per Gli IncredibiliMonsters & Co., Alla ricerca di Nemo, Cars e Inside Out, solo per citare alcuni titoli: tutto l’universo Pixar in un percorso espositivo arricchito di video, proiezioni e installazioni spettacolari che attraverso la tecnologia digitale permette di rivivere le opere esposte ricreando l’emozione e il fascino suggestivo dell’animazione.

“Pixar. 30 anni di animazione”
9 ottobre 2018 > 20 gennaio 2019
Palazzo delle Esposizioni
via Nazionale, 194
Roma

Info e biglietti: www.palazzoesposizioni.it