Carofiglio: il ritorno dell’avvocato Guerrieri

Definito dal Times “un personaggio meraviglioso e convincente” l’avvocato Guido Guerrieri è stato il protagonista, riluttante e malinconico, dei romanzi che hanno portato al grande successo Gianrico Carofiglio. Dopo un periodo di “tregua”, il magistrato e scrittore barese è tornato a occuparsi del suo celebre personaggio in occasione del nuovo romanzo “La misura del tempo” (Einaudi, pp 228, euro 18).

Al centro della storia del nuovo romanzo di Carofiglio c’è Lorenza, che un tempo è stata una ragazza bella e insopportabile, dal fascino abbagliante. La donna che un pomeriggio di fine inverno Guido Guerrieri si trova di fronte nello studio non le assomiglia. Non ha nulla della lucentezza di allora, è diventata una donna opaca. Gli anni hanno infierito su di lei e, come se non bastasse, il figlio Iacopo è in carcere per omicidio volontario. Guido è tutt’altro che convinto, ma accetta lo stesso il caso; forse anche per rendere un malinconico omaggio ai fantasmi, ai privilegi perduti della giovinezza. Comincia cosí, quasi controvoglia, una sfida processuale ricca di colpi di scena, un appassionante viaggio nei meandri della giustizia, insidiosi e a volte letali.

La misura del tempo e i precedenti romanzi di Gianrico Carofiglio li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

Jo Nesbø: un nuovo caso per Harry Hole

Nuovo appuntamento con uno dei piú grandi autori di crime al mondo (oltre 40 milioni di copie vendute) e nuovo caso per l’investigatore Harry Hole. Jo Nesbø è tornato in libreria con “Il coltello” (Einaudi, pp 623, euro 20), il suo dodicesimo romanzo della saga dedicata al rude poliziotto norvegese.

Nel nuovo romanzo, Harry Hole è di nuovo a terra. Ha ricominciato a bere, e da quando Rakel lo ha cacciato di casa abita in un buco a Sofies gate. Nell’appartamento ci sono soltanto un divano letto e bottiglie di whisky sparse ovunque. Ma Harry non è mai abbastanza sobrio da curarsene. La maledetta domenica in cui si sveglia da una sbornia colossale, non ha il minimo ricordo di cosa sia successo la notte precedente. Quel che è certo, però, è che ha le mani e i vestiti coperti di sangue. Forse, si convince, è diventato davvero un mostro. Adesso c’è un caso bomba da risolvere. Il piú devastante della sua carriera.

Il coltello e i precedenti romanzi di Jo Nesbø li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

“Macchine come me”: il ritorno di McEwan

“Era arrivato il momento di scrivere un romanzo su come ci sentiremmo nel vivere a contatto con una mente non umana”. Ian McEwan commenta così il suo atteso ritorno in libreria con “Macchine come me” (Einaudi, pp 296, euro 19,50).

Il celebre scrittore inglese firma un romanzo, il cui titolo è ispirato da un libro di Isaac Asimov, dedicato all’affascinante tema dell’intelligenza artificiale e del rapporto uomo-automa. Ambientato nella Londra del 1982, “Macchine come me” presenta un passato alternativo, una storia fantastica in cui il trentaduenne protagonista, Charlie Friend, può usare l’eredità che gli ha lasciato la madre per comprarsi un robot: Adam. Bellissima e potente, dotata di un nome e di un corpo, la macchina ha intelligenza, sentimenti e una coscienza propria…

Macchine come me e tutti gli altri romanzi di Ian McEwan li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

De Masi: un libro per scoprire il futuro di Roma

R come Roma e il suo domani. Si intitola “Roma 2030” (Einaudi, pp 448, euro 20), il libro con cui il sociologo Domenico De Masi, coadiuvato da un gruppo di esperti, delinea il futuro della capitale da qui al 2030.

Nel 1817, durante un soggiorno a Roma, Stendhal annotò: «Mai uno sforzo, mai un po’ d’energia: niente che vada di fretta». Due secoli dopo è la volta di Andy Warhol: «Roma è un esempio di quello che succede quando i monumenti di una città durano troppo a lungo». Ma cosa potremo dirne nel prossimo futuro? Grazie a una ricerca condotta con il metodo Delphi da Domenico De Masi, disponiamo ora di uno scenario della Roma 2030 e delle sue tre anime: quella di metropoli, quella di capitale della Repubblica e quella di città-mondo. Allo studio hanno contribuito dodici grandi conoscitori del sistema urbano, esperti di altrettante discipline. Il destino di Roma, intrecciato con quello dell’Italia e del mondo, dipende dalla soluzione dei problemi amministrativi e, prima ancora, da una visione alta, coerente con il genius loci di questa città unica. Il premio Nobel Theodor Mommsen amava dire: «A Roma non si sta senza avere propositi cosmopoliti». E cosmopoliti vuol dire molto piú che globali.

Roma 2030 e le altre pubblicazioni di Domenico De Masi le trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

L’America crudele e feroce di Don Winslow

Dopo Il potere del cane e Il cartello, lo scrittore americano Don Winslow chiude il suo romanzo epico colossale con “Il confine” (Einaudi, pp 928, euro 22). Definito da Stephen King un capolavoro “al livello di Tom Wolfe e John Steinbeck”, il nuovo romanzo di colui che è considerato tra gli autori del poliziesco americano contemporaneo più importanti al mondo, dipinge un ritratto di straordinaria potenza dell’America d’oggi.

Il confine è il capitolo conclusivo della storia di Art Keller, l’agente della Dea che ha trascorso la vita combattendo la guerra al narcotraffico dall’altro lato del confine. Adesso è tornato a casa, ma la guerra lo ha seguito. Keller pensava che una volta scomparso il capo del cartello di Sinaloa, Adán Barrera, avrebbe trovato pace. Si sbagliava. A prendere il posto che è stato di Adán, e prima ancora di suo zio don Miguel Ángel, ci sono già Los Hijos, la terza generazione. E ora, a capo della Dea, Art si rende conto che in realtà i nemici sono dappertutto: nei campi di papavero messicani, a Wall Street, alla Casa Bianca. Gente che cerca di farlo tacere, di sbatterlo in galera, di distruggerlo. Gente che vuole ucciderlo. Con Il confine Don Winslow tira le fila di una storia di violenza e vendetta, corruzione e giustizia, ormai divenuta leggenda.

Il confine e i precedenti romanzi di Don Winslow li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2.

 

Il commissario Ricciardi ai saluti finali

“Vai amico mio. E porta con te il mio cuore”. Così Maurizio de Giovanni, tramite il suo profilo Facebook, ha salutato il commissario Ricciardi. Perché con “Il pianto dell’alba” (Einaudi, pp 280, euro 19) il giallista napoletano chiude il ciclo di uno dei protagonisti più amati dai lettori e che presto diventerà una fiction Rai diretta da Alessandro D’Alatri. La dodicesima e ultima avventura del popolare poliziotto napoletano è già un must delle letture estive di questo 2019.

Tutto il dolore del mondo, è questo che la vita ha riservato a Ricciardi. Almeno fino a un anno fa. Poi, a dispetto del buonsenso e delle paure, un pezzo di felicità lo ha preso al volo pure lui. Solo che il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l’uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Così, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c’è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l’alba con le sue promesse, deve ancora una volta, più che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato. Con un colpo di scena struggente il commissario Ricciardi chiude il suo ciclo.

Il pianto dell’alba e tutti gli altri romanzi di Maurizio de Giovanni del ciclo Ricciardi li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

Premio Strega 2019: i magnifici dodici

Sette autrici e cinque autori. Sono i 12 scrittori candidati ad aggiudicarsi il Premio Strega 2019 annunciati lo scorso 17 marzo durante “Libri Come”, la Festa del Libro e della Lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Il Comitato direttivo del Premio – composto da Pietro Abate, Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Ernesto Ferrero, Simonetta Fiori, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Melania G. Mazzucco (presidente), Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine – ha selezionato la dozzina tra i cinquantasette titoli di narrativa proposti quest’anno dagli Amici della domenica, il gruppo storico della giuria:

Valerio Aiolli, Nero ananas (Voland)
Paola Cereda, Quella metà di noi (Perrone)
Benedetta Cibrario, Il rumore del mondo (Mondadori)
Mauro Covacich, Di chi è questo cuore (La nave di Teseo)
Claudia Durastanti, La straniera (La nave di Teseo)
Pier Paolo Giannubilo, Il risolutore (Rizzoli)
Marina Mander, L’età straniera (Marsilio)
Eleonora Marangoni, Lux (Neri Pozza)
Cristina Marconi, Città irreale (Ponte alle Grazie)
Marco Missiroli, Fedeltà (Einaudi)
Antonio Scurati, M. Il figlio del secolo (Bompiani)
Nadia Terranova, Addio fantasmi (Einaudi)

I libri candidati saranno votati da una giuria composta dai 400 Amici della domenica, da 200 votanti all’estero selezionati da 20 Istituti italiani di cultura, da 40 lettori forti selezionati da 20 librerie associate all’ALI, e da 20 voti collettivi di biblioteche, università e circoli di lettura (15 i circoli coordinati dalle Biblioteche di Roma), per un totale di 660 votanti. Concorrono inoltre alla VI edizione del Premio Strega Giovani e saranno letti e votati da una giuria composta da 600 ragazzi provenienti da 60 scuole secondarie superiori in Italia e all’estero.

La prima votazione, che selezionerà la cinquina dei finalisti, avrà luogo mercoledì 12 giugno nel Tempio di Adriano – Camera di Commercio di Roma, e non, come da tradizione, nella sede della Fondazione Bellonci, a causa dei lavori di ristrutturazione in corso nel palazzo in via Fratelli Ruspoli. Come da tradizione, invece, la votazione per l’elezione del vincitore si svolgerà giovedì 4 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e in diretta su Rai 3.

Tutti i titoli candidati per la LXXIII edizione del Premio Strega li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2!

Fedeltà, il nuovo romanzo di Marco Missiroli

Siamo sicuri che resistere a una tentazione significhi essere fedeli? E se quella rinuncia rappresentasse il tradimento della nostra indole più profonda? Sono gli interrogativi che muovono la storia di “Fedeltà” (Einaudi, pp 232, euro 19), il nuovo romanzo di Marco Missiroli, fra i principali candidati ad aggiudicarsi il Premio Strega 2019.

Punto di partenza del nuovo romanzo è “un malinteso” che incrina la superficie del matrimonio dei protagonisti, Carlo e Margherita. Carlo è stato visto nel bagno dell’università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l’ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace e le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un’ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l’ha ottenuto grazie all’influenza del padre. La porta dell’ambizione, invece, Margherita l’ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un’agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l’interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l’orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo. Con una scrittura ampia, carsica, avvolgente, Marco Missiroli apre le stanze e le strade, i pensieri e i desideri inconfessabili, fa risuonare dialoghi e silenzi con la naturalezza dei grandi narratori.

Fedeltà e i precedenti romanzi di Marco Missiroli li trovi alla LIBRERIA FELTRINELLI di Euroma2

 

“Vuoto”, il ritorno dei Bastardi di Pizzofalcone

Giusto il tempo di calare il sipario sulla seconda e fortunata stagione della fiction di Rai Uno diretta da Carlo Carlei e Alessandro D’Alatri, che la squadra di polizia dei Bastardi di Pizzofalcone torna in libreria con una nuova storia, “Vuoto” (Einaudi Stile Libero Big, pp 352, euro 19), al solito uscita dalla penna del giallista Maurizio De Giovanni.

Strenna natalizia ideale per gli amanti del noir all’italiana, il nuovo romanzo di De Giovanni racconta il caso di una professoressa di Lettere di un istituto tecnico che scompare nel nulla. Se non fosse per una collega, nessuno se ne preoccuperebbe. Il marito, un ricco industriale, sostiene che la donna se ne sia andata di propria volontà, e non esistono prove del contrario. Approfittando di un momento di tregua nel lavoro, gli uomini del vice questore Luigi Palma, cui si è aggiunto un elemento per coprire l’assenza forzata dell’anziano vice commissario Giorgio Pisanelli, decidono di cominciare un’indagine in modo informale. Scopriranno che anche le vite piú piene possono nascondere un vuoto incolmabile. Un vuoto che ha innumerevoli colori: uno per ogni paura, uno per ogni orrore.

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Baricco e “il gioco” del mondo digitale

Con I Barbari, dodici anni fa, Alessandro Baricco aveva cominciato a studiare la rivoluzione digitale del nostro tempo. Col nuovo libro “The Game” (Einaudi Stile Libero, pp 336, euro 18), da poco approdato in libreria lo scrittore torinese torna sul tema riaggiornando profondamente la sua analisi e indagando, con uno stile fra il saggio e il “thriller”, lo spazio che separa la civiltà analogica da quella digitale.

“Un po’ di tempo fa – ha raccontare Baricco sulle pagine di Repubblica – mi son messo in mente di scrivere una sorta di Barbari 2. Continuava ad affascinarmi questa storia di capire se la rivoluzione digitale ci stava fregando, o cosa. Oltre tutto, nel frattempo, erano arrivate un sacco di novità, adesso era tutto più chiaro. Nel 2006, quando avevo scritto I Barbari, si andava a fari spenti, per così dire. Non c’era neanche l’iPhone. Non esisteva Youporn e col cavolo che potevi twittare. Insomma, si imponeva un aggiornamento…”.

Quella che stiamo vivendo e che Baricco racconta in The Game non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente piú confini, niente piú élite, niente piú caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti piú cari all’uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini…

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