Frutta di stagione: una pera al giorno…

Dolce, succosa e dalla consistenza granulosa. È la pera, uno dei frutti simbolo dell’autunno, sebbene molte varietà siano presenti sul mercato anche nella stagione calda. Williams, Coscia, Guyot, Santa Maria, Max Red Bartlett, Abate Fetel, Decana del Comizio, Conference, Rosada, Packam’s e Kaiser. Tante varietà e un comune denominatore: la ricchezza di sostanze benefiche.

La pera è infatti un magnifico concentrato di acqua, carboidrati, proteine, zuccheri, grassi, sodio, calcio, fosforo, magnesio, zinco e potassio, sostanze che di grande aiuto per la salute del nostro organismo. Il consumo regolare aiuta la digestione e la salute intestinale: stimolando la secrezione dei succhi gastrici, sollecita la regolare attività digestiva.
Pochi sanno che la pera ha anche la capacità di far cicatrizzare più velocemente le ferite, grazie alla vitamina C e all’elevata quantità di acido ascorbico. Inoltre è ricca anche di ferro e di rame, minerali preziosi per chi soffre di anemia, perché aiutano a combattere stanchezza e debolezza muscolare.

La vitamina C, la vitamina A e i composti flavonoidi come il beta-carotene, la luteina e la zeaxantina, poi, aiutano l’organismo a ripulirsi, riducendo gli effetti dell’invecchiamento della pelle, la perdita dei capelli, le rughe e le macchie.
La pera, infine, contiene una grande quantità di fibra ed è in grado di trasmettere la giusta sensazione di sazietà, per la serenità di chi segue una dieta dimagrante.

 

Evviva la verdura, soprattutto d’estate

Insalata + estate: un classico fra i binomi dell’alimentazione. Le verdure restano il cibo di riferimento per chi, oltre a seguire un’alimentazione leggera e sana, intende perdere o mantenere peso. Inoltre sono fonte di vitamine, fibre, minerali e altri nutrienti che ci mantengono sani e in forma. Non è un caso che vengano catalogate come “alimenti calorici negativi”, perché aiutano a perdere peso facendo spendere una maggiore quantità di energia per essere digerite di quanta ne aggiungano al nostro apporto calorico complessivo.

Non esistono indicazioni specifiche sul consumo giornaliero di verdure, ma è certo che almeno due porzioni al giorno sono una buona abitudine alimentare. Le verdure, infatti, non hanno grassi, sono ricche di fibre e contengono potassio e magnesio, minerali indispensabili per contrastare il senso di spossatezza che ci assale nelle giornate più calde della stagione estiva.

Sono tante le verdure fresche che ci offre la stagione estiva, fra le altre le bietole, le cicorie, i cetrioli, diverse varietà di pomodori e lattughe, cipollotti, piselli, fagiolini, fave, patate, porri, rucola, zucchine, melanzane e ravanelli. Con agosto, poi, arrivano sul mercato anche le zucche, gli spinaci, verza, radicchio rosso, valeriana e cavolo. Fra tutte, le verdure che contengono il contenuto più basso di calorie sono i cosidetti “free food”, ovvero carote, ravanelli, sedano, cetrioli, fagiolini freschi, cavoli, cavolfiori, lattuga, pomodori e funghi.

Assunzioni alternative alle classiche insalate “olio, sale e aceto”? Una buona idea sono senz’altro i frullati o i centrifugati, da consumarsi sia a colazione che come spuntino. Per preparare un buon centrifugato possono essere sufficienti due zucchine piccole, un cetriolo, un gambo di sedano, una carota, mezza mela e un po´ di zenzero. Una volta pronto si aggiunge sale e pepe a piacere. Avrete così preparato un valido antidoto al caldo e un grande alleato della dieta.

 

Irresistibili ciliegie: una virtù tira l’altra

Depurative, disintossicanti, antireumatiche e antiossidanti. Ma soprattutto buone. Sono solo alcune delle proprietà delle ciliegie, uno dei frutti più amati di questa stagione.

Appartenente alla famiglia delle Rosacee l’albero delle ciliegie si divide essenzialmente in due specie: il Prunus avium, detto anche ciliegio dolce e il Prunus cerasus, conosciuto come ciliegio acido. Sono principalmente due le varietà di ciliegia dolce: le tenerine e le duracine, le prime rosse e a polpa tenera, le altre perlopiù di colore rosso scuro o quasi nero con la polpa rossa o di colore rosso chiaro con la polpa rosacea e croccante. Sono invece tre le varietà prodotte dal ciliegio acido: le amarene, di colore rosso intenso, utilizzate soprattutto per produrre succhi e sciroppi; le marasche, utilizzate per la produzione di liquori; le visciole, molto dolci, da consumare fresche o come conserve.

Buone, buonissime, ma, come dicevamo prima, dalle notevoli proprietà benefiche. Non tutti sanno che le ciliegie sono innanzitutto uno dei più potenti anti-infiammatori presenti in natura,in virtù del contenuto di antocianine, flavonoidi che prevengono i danni dei radicali liberi e inibiscono determinati enzimi noti come ciclossigenasi. Inoltre, le antocianine sono particolarmente utili per la salute del nostro cervello e il miglioramento della nostra memoria cognitiva.

Le ciliegie sono anche un toccasana per la nostra salute cardiovascolare. Secondo alcuni studi della Michigan University, una dieta che comprende una buona dose giornaliera di ciliegie, può concorrere ad abbassare sensibilmente i fattori di rischio legati alle malattie cardiovascolari, tra cui l’infiammazione, il grasso corporeo in eccesso e il colesterolo cattivo.

Grazie all’alto contenuto di antiossidanti come cianidina, queritrin e acido ellegico, le ciliegie possono costituire un valido supporto nella lotta del nostro organismo contro le cellule cancerose.  Le ciliegie contengono inoltre un’alta concentrazione di betacarotene, quasi 20 volte più dei mirtilli e delle fragole, il che vuol dire, per esempio, che può ridurre il rischio di scottature soprattutto per coloro che hanno una carnagione molto chiara e vulnerabile.

 

Zenzero, la spezia dalle virtù infinite

Fino a qualche anno fa, per tanti rappresentava ancora un “oggetto misterioso”. Adesso sono invece in molti ad aver scoperto lo zenzero e i numerosi effetti benefici che questa radice aromatica, appartenente alla stessa famiglia del Cardamomo e originaria dell’Estremo Oriente, è in grado di offrire.

Lo zenzero ha proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e, pare, anche afrodisiache. Fra i principi attivi del suo rizoma, il fusto carnoso da cui si dipartono le ramificazioni della pianta, c’è il “gingerolo” che gli conferisce proprietà digestive, antinausea e antireumatiche. La sua assunzione migliora la circolazione del sangue, elimina gas presenti nell’intestino e ha la straordinaria capacità di alleviare mal di testa e mal di denti. Lo zenzero è inoltre un grande alleato delle diete dimagranti. Il suo effetto termogenico, infatti, favorisce la produzione di calore e brucia così calorie.

Lo zenzero si distingue per il suo caratteristico gusto intenso, pungente e lievemente piccante. Va da sé che in cucina è quindi ideale come condimento aromatizzante sia per ricette salate che dolci e per i gelati.
Ovviamente, così come per tante altre spezie, la soluzione migliore è quella di utilizzare la versione fresca per essere certi che mantenga inalterate tutte le sue proprietà. In alternativa però esiste anche essiccato, candito, in polvere o cristallizzato.

Vincente è l’accoppiamento dello zenzero con la cannella, nelle tisane ad esempio, oppure per profumare la torta di mele. Può essere utilizzato anche in diverse ricette di biscotti, in abbinamento con cioccolato, miele o noci.
Riguardo alle pietanze salate, trova largo impiego nei piatti di curry con legumi o, come accompagnamento di carne, pesce e crostacei, sotto forma di condimento o di salse. Inoltre, grazie alla sua azione antiossidante sui grassi, è sfruttato frequentemente anche come conservante naturale di cibi.

 

Ortaggi di stagione: benvenuti asparagi!

Bietole, carciofi, cicorie, cipolle, porri, sedano, spinaci, zucchine. Sono solo alcune delle verdure fresche che è possibile consumare in questa stagione e con grande beneficio per la salute. Fra tutti gli ortaggi disponibili da qualche settimana non si può fare a meno di ricordare gli asparagi, portentoso concentrato di sali minerali e vitamine.

Photo: Sarah Pflug

Teneri e gustosi gli asparagi sono composti per il 90% da acqua ed hanno straordinarie proprietà diuretiche e depurative. Grazie a particolari molecole, le purine, sono dei grandi alleati dei nostri reni perché evitano ristagni di liquidi e riducono il rischio di calcoli renali. Da sempre sono impiegati nella medicina popolare come antinfiammatorio per la milza e drenante per i polmoni. Inoltre, la loro azione diuretica, liberando l’organismo dai ristagni e dalle scorie, aiuta a combattere la cellulite.

Photo: Matthew Henry

Gli asparagi contengono anche sostanze antiossidanti che si rivelano utili a contrastare i segni dell’invecchiamento della pelle. Il glutadione, inoltre, aiuta a proteggerla dagli effetti dannosi dei raggi solari e dell’inquinamento. Anche la nostra pressione può trarre beneficio dal consumo degli asparagi: prevengono le malattie cardiocircolatorie grazie alle saponine, ai polifenoli e al potassio.

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Il periodo ideale per acquistare gli asparago freschi? Da aprile a giugno. Attenzione però che non siano duri e che abbiano le cime ben chiuse. Mangiarli crudi, magari in un’insalata, è il modo più naturale per consumarli. Altrimenti, per non comprometterne le proprietà nutritive, affidatevi alla cottura a vapore. Particolarmente gustosi se saltati in padella o cotti alla piastra e conditi solo con un filo di olio e in abbinamento con pasta, riso, uova, formaggio o carne!

Photo: Shopify Partners / Burst

Da uno a dieci, quanto ne sai sulla pasta?

Dagli Agnolotti agli Ziti e in mezzo un intero alfabeto di formati, patrimonio e orgoglio delle diverse regioni del nostro Paese. Inutile elencarli tutti. Ma visto che oggi è la Giornata Mondiale della Pasta vale la pena ricordare che l’Italia è il principale produttore e consumatore di pasta di semola di grano duro del pianeta: circa 3 milioni di tonnellate di produzione annua e 1 milione e 600 tonnellate di consumo nazionale con una media di 28 chili di consumo pro-capite. Eppure, nonostante una diffusione così massiccia, persistono falsi miti da sfatare sul cibo più amato dagli italiani. AIDEPI, la più grande associazione italiana del settore alimentare, ne ha individuati 10…

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Il fico, passione dolce e salutare

Possono essere verdi, viola, bianchi marroni o neri. Ne esistono oltre 150 varietà. Il fico è un frutto delizioso che ci conquista ogni estate e nel mese di settembre. Fra tutti, i più diffusi sono il fico nero (piuttosto asciutto e zuccherino, risulta essere il meno delicato), il fico viola (il più succoso, dolce, molto delicato) e il fico verde (il più comune, molto succoso e con la buccia sottile). Poiché particolarmente dolci al palato, i fichi sono generalmente associati ad alti contenuti calorici ma in pochi conoscono le loro proprietà terapeutiche. Infatti, se è vero che il fico è un frutto molto dolce, il suo contenuto calorico, se consumato fresco, è medio (circa 74 calorie per 100 grammi). Il discorso cambia se viene consumato nella variante secca: in questo caso le calorie schizzano a 249 per 100 grammi. Sfatato il mito del frutto ipercalorico andiamo a vedere le sue numerose proprietà.

Combatte la stitichezza. Poiché molto ricchi di fibre, i fichi vengono spesso consigliati a chi soffre di stitichezza o ha problemi intestinali. Sono infatti a tutti gli effetti dei lassativi naturali e al pari di prugne e kiwi sono davvero molto efficaci, soprattutto a stomaco vuoto.

Energetico naturale. I fichi sono ricchi di zuccheri, vitamine e sali minerali. Per questo motivo possono essere considerati un’ottima fonte di energia del tutto naturale, da consumare ogni volta che si ha visogno di un rimedio naturale alternativo a dolci o caffè.

Proprietà nutritive. I fichi sono ricchi di calcio, potassio e ferro. Per questo un consumo regolare, associato ad una sana alimentazione e a un po’ di attività fisica, può giovare alla salute di ossa, vista e pelle.

Regolatore della pressione. Il suo buon contenuto di potassio rende il fico un alimento con proprietà utili al controllo della pressione sanguigna. Contrasta gli effetti della grande quantità di sale che assumiamo quotidianamente mangiando alimenti trasformati a livello industriale.

Come consumarlo? Il fico, generalmente viene consumato al naturale. È ottimo aggiunto alle macedonie e ai dolci (torte, crostate, biscotti) ma gustoso anche per accompagnare preparazioni salate come i risotti, o la pasta nei primi piatti, utilizzato negli antipasti in abbinamento a prosciutto, salame o formaggi saporiti, oppure per accompagnare carni, coniglio e selvaggina o più banalmente nelle insalate. Inoltre, viene usato per la preparazione di confetture e composte. Un esempio sfizioso? Il fico affogato nel porto o nel whisky.

 

Ricominciare dopo le vacanze? Ecco come…

L’estate si avvia a chiudere i battenti e il ritorno alla routine della vita quotidiana dopo settimane di vacanze si configura puntualmente come una delle imprese più impegnative. Se non affrontato nel modo giusto, il rientro può causare stanchezza e una sensazione di malessere che ci impedisce di essere pronti per vivere con serenità e ottimismo le nuove sfide che si prospettano all’orizzonte. Ecco qualche consiglio per preparare corpo e testa alla nuova ripartenza…


In vacanza generalmente ci si concede qualche sfizio in più, per questo motivo non preoccupiamoci eccessivamente se al rientro la bilancia segna qualche chilo in più. Evitiamo di passare da regimi alimentari abbondanti e “spensierati” a regimi troppo rigidi: è necessario riabituare l’organismo gradualmente. In questo senso i nostri migliori alleati sono le verdure e la frutta di stagione. Per eliminare le tossine, invece, cerchiamo di bere molta acqua, almeno 2 litri lontano dai pasti, mentre per attenuare il senso di stanchezza scegliamo alimenti che contengono le vitamine del gruppo B, come per esempio le uova, le verdure a foglia verde, il pesce e i legumi.


Un grande aiuto a livello psicologico, ma non solo, possiamo invece trovarlo nell’attività fisica. Iniziare a praticare un nuovo sport o riprendere le vecchie buone abitudini è un toccasana sia per il corpo che per la nostra mente, perché aiuta ad eliminare lo stress che tende ad accumularsi facilmente in questo periodo. Ma non solo: ci sono molte cose che abbiamo fatto durante le vacanze e che per fortuna possiamo continuare a fare anche al rientro. Sforziamoci, per esempio, di utilizzare le scale invece che l’ascensore oppure, visto che il periodo lo permette ancora, concediamoci qualche passeggiata magari in pausa pranzo o scegliamo di muoverci a piedi invece che usare l’auto o i mezzi pubblici.


L’estate è il periodo dell’anno in cui si fa il maggiore utilizzo di creme protettive, in alcuni casi l’uso delle creme solari è addirittura compulsivo. Cosa più grave, che spesso dimentichiamo, è che l’uso delle creme è fondamentale in qualsiasi periodo dell’anno per il mantenimento del benessere cutaneo. L’abbronzatura che ci siamo guadagnati grazie alle ore passate in spiaggia o al sole della montagna, con l’impiego delle creme giuste riuscirà ad essere più duratura. E se pensiamo in modo più lungimirante, poi, idratare da subito e a dovere la nostra pelle la preparà meglio in previsione delle rigide temperature invernali.

 

Stanchezza, per favore va’ via

Chi più chi meno, durante la primavera sperimentiamo tutti un senso di spossatezza nei momenti più diversi della giornata, a casa, al lavoro o durante l’attività sportiva. Come fronteggiare questa stanchezza psicofisica in maniera efficace? Qual è il miglior alleato naturale per ricaricare le nostre “batterie scariche” e combattere la fiacca latente?

La parola magica è magnesio, minerale contenuto soprattutto negli alimenti vegetali in grado di agire direttamente sui processi enzimatici legati all’affaticamento che possono provocare l’astenia, garantendo innumerevoli benefici: dalla regolazione del metabolismo all’azione rilassante ed energizzante, dall’azione digestiva alla risoluzione di problemi muscolari, ossei e della pelle. Inoltre, il magnesio aiuta a combattere l’ansia ed è talvolta impiegato nelle terapie anti-depressive.

Come integrarlo naturalmente nella nostra dieta? Privilegiando alimenti come i cereali integrali, il riso integrale, le banane, il cacao, i semi di zucca, i semi di sesamo, le noci, gli spinaci e i legumi, in particolar modo i fagioli. Una fetta di pane di grano integrale contiene circa 30 mg di magnesio mentre 200 grammi di riso integrale sono in grado di fornire, da soli, la quasi totalità della dose di magnesio quotidiana di cui il nostro organismo ha bisogno.

Le banane, oltre a essere una preziosa miniera di potassio, contengono mediamente circa 30 grammi di magnesio e sono particolarmente indicate prima o dopo l’attività sportiva. Per il cioccolato, invece, è da privilegiare quello fondente, almeno al 65/70% di cacao, molto ricco di magnesio e, più in generale, di minerali.

 

 

Dalla zero alla integrale: che farina scelgo?

Da sempre fonte primaria del nostro sostentamento, la farina gioca un ruolo fondamentale nella nostra alimentazione essendo l’ingrediente base di pane e pasta, alimenti principe della dieta mediterranea. Ma quante farine esistono? E in che cosa differiscono?

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La farina ha provenienze molto diverse e differenti valori nutrizionali. C’è quella di frumento, di mais, d’orzo, di farro, segale, riso, avena, kamut, miglio, la farina di castagne e la farina di grano saraceno. Tuttavia le due tipologie più diffuse, e con le quali si produce la maggior parte del pane e della pasta in commercio, sono la farina bianca, che si ottiene dal grano tenero (Triticum vulgare) e la semola, che si ottiene dal grano duro (Triticum durum). A seconda della macinazione subita, le farine si distinguono inoltre in farina tipo 00, tipo 0, tipo 1, tipo 2 e integrale.

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Pur appartenendo entrambe alla famiglia delle Gramineae, il grano tenero e il grano duro sono due specie distinte e hanno caratteristiche che ne determinano un diverso impiego nel campo dei prodotti da forno (pane, dolci, biscotti) e dell’industria della pasta.
Oltre che per il colore, si differenziano per le proteine, la capacità di assorbimento dell’acqua e per la granulometria, ovvero la loro dimensione (una granulometria maggiore è più adatta alla produzione di pasta, mentre una granulometria minore è più indicata per la produzione di pane e prodotti lievitati).

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La farina di grano tenero è così definita perché ottenuta con un grano che si rompe abbastanza facilmente. Dall’aspetto polverulento, a granuli piccoli dagli spigoli tondeggianti ha un colore bianco e deriva dal grano tenero. La sua consistenza favorisce l’ottenimento di un impasto dalla buona estendibilità e dalla tenacità medio-bassa, caratteristiche che ne fanno la farina ideale per il pane e per i prodotti lievitati, dalle torte, ai cracker, i biscotti, le brioches e la pizza. Rispetto a quella di grano duro, la farina di grano tenero contiene meno proteine ed ha un assorbimento di acqua minore.
Di consistenza più robusta, grana grossolana, spigoli netti e colore giallo-ambrato, la semola di grano duro viene ottenuta dalla prima macinazione del grano duro. L’impasto che si ottiene dalla sua lavorazione presenta una estendibilità minore e una tenacità alta, fattori che la rendono adatta sia alla panificazione (pane casereccio, pane di Altamura, di Matera, di Laterza) che alla produzione di pasta. Anche il cuscus ed il bulgur, alimenti tipici della cultura del Nordafrica e del Medio Oriente e oggi diffusi un po’ in tutti i Paesi sono ricavati dal grano duro. Più ricca di proteine e glutine rispetto a quella di grano tenero, la farina di grano duro presenta una maggiore capacità di assorbimento dell’acqua. Oltre ad avere un minore indice glicemico e migliori proprietà antiossidanti, i prodotti realizzati con la farina di grano duro si conservano più a lungo.